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Non erano tenuti dall'Isis come scudi umani gli oltre cento civili iracheni morti nel marzo scorso in un bombardamento americano sulla parte ovest di Mosul.

Lo hanno riferito all'agenzia Ap diversi testimoni, smentendo così le prime ricostruzioni di fonti Usa secondo le quali, appunto, le vittime erano state concentrate dai miliziani dello Stato islamico nell'edificio, che poi lo avevano minato e avevano provocato i raid aerei sparando dal tetto dell'edificio.

"Uomini armati nell'edificio? Mai", ha detto uno dei testimoni, Ali Zanoun, una delle sole due persone che si sono salvate dal bombardamento del 17 marzo. L'uomo è stato estratto da sotto le macerie dopo cinque giorni, mentre una ventina di suoi parenti sono morti.

I testimoni sentiti dall'agenzia affermano che in più occasioni i jihadisti dell'Isis hanno fermato i civili che volevano rifugiarsi nella parte già riconquistata dalle forze lealiste e li hanno costretti sotto la minaccia delle armi a tornare indietro. Ma hanno smentito che li abbiano concentrati in alcuni edifici per usarli appunto come scudi umani.

I sopravvissuti al raid del 17 marzo e diversi vicini hanno raccontato di bombardamenti martellanti compiuti con aerei e con l'artiglieria che hanno distrutto centinaia di case, molti con civili all'interno.

In assenza di dati ufficiali, il gruppo Iraqi Body Count, che tiene un bilancio delle vittime della guerra nel Paese, ha affermato che 1.254 civili sono stati uccisi in bombardamenti aerei su Mosul ovest soltanto nei mesi di marzo e aprile. Molto inferiori le cifre fornite dal Pentagono, secondo le quali sarebbero non più di 352 i civili uccisi da raid aerei in Iraq e in Siria dall'inizio della campagna militare contro l'Isis, nel 2014.

Un altro dei sopravvissuti intervistati dalla Ap, identificato come Khaled, ha detto di avere lasciato il giorno prima l'edificio bombardato il 17 marzo, perché era troppo affollato di gente che aveva perso la sua casa. Ma ha smentito che l'Isis lo avesse minato. "Daesh non era entrato nell'edificio", ha affermato.

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SDA-ATS