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Un gruppo armato che si identifica come Furaq al Mawt, "Squadre della morte", ha diffuso oggi sul web un video in cui appaiono sotto la minaccia di armi i 18 lavoratori turchi rapiti a Baghdad lo scorso 2 settembre.

Nel filmato gli ostaggi dicono i loro nomi, la loro provenienza e le richieste dei sequestratori, mentre alle loro spalle si vedono cinque uomini armati in uniformi nere e nascosti dietro un passamontagna nero. Tra le richieste alla Turchia c'è quella di fare pressione sui ribelli siriani perché pongano fine all'assedio di 4 villaggi sciiti nel nord della Siria.

Tra le richieste dei sequestratori ad Ankara ci sono anche quelle di interrompere "il flusso di militanti dalla Turchia all'Iraq" e "il passaggio del petrolio rubato dal Kurdistan (iracheno, ndr) attraverso il territorio turco". Il riferimento è probabilmente al petrolio esportato dalla regione autonoma curda del nord Iraq, in conflitto con il governo centrale di Baghdad.

"Se Erdogan e il suo partito non rispondono, colpiremo gli interessi turchi e i loro agenti in Iraq nei modi più violenti", è la minaccia del gruppo di rapitori.

Ankara aveva escluso nei giorni scorsi che il rapimento dei suoi 18 lavoratori, impegnati a Baghdad nella costruzione di un complesso sportivo per conto della compagnia turca Nurol Insaat, fosse opera dell'Isis o del Pkk curdo.

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SDA-ATS