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Iraq: Maliki, Turchia rischia di diventare stato ostile

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 aprile 2012 - 10:15
(Keystone-ATS)

La Turchia rischia di diventare per Baghdad uno "stato ostile" se non ferma la sua interferenza nelle questioni settarie irachene. L'avvertimento arriva dal premier iracheno Nouri al-Maliki. "Le recenti dichiarazioni del premier Recep Tayyip Erdogan rappresentano un ritorno alla palese interferenza negli affari interni iracheni", si legge in una nota pubblicata dall'ufficio di Maliki sul suo sito Web.

"È disdicevole che queste dichiarazioni abbiano una dimensione settaria - si legge ancora. Insistere su questa linea di politica interna e internazionale danneggia gli interessi della Turchia e la rende uno stato ostile per tutti, senza contare che questo comportamento è contrario alle regole di base della comunicazione tra paesi".

La nota è una risposta a quanto Erdogan ha dichiarato giovedì scorso, quando è tornato ad accusare la controparte irachena di soffiare sul fuoco delle tensioni settarie tra sciiti, sunniti e curdi con il suo comportamento "accentratore". "Gli sviluppi in Iraq non rappresentano un segnale positivo - ha detto Erdogan dopo un incontro ad Ankara con il presidente del Kurdistan iracheno, Massoud Barzani - soprattutto i comportamenti del primo ministro rispetto ai suoi partner di coalizione".

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