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Iraq: massacro continua, 72 morti per autobombe

Ramadan di sangue in Iraq: almeno 12 persone sono morte oggi dopo che sabato sera una micidiale serie di ben dieci autobomba esplose in meno di un'ora hanno insanguinato il pasto serale che rompe il digiuno a Baghdad in quartieri a prevalenza sciita, con un bilancio di almeno 60 morti.

A Taji, 25 chilometri a nord della capitale, oggi due ordigni sono esplosi vicino a una base militare uccidendo tre persone. Quattro morti in almeno due attentati è il bilancio di attacchi sferrati alla periferia di Baghdad mentre nel Kurdistan, a nord, cinque arabi che servivano nelle unità combattenti peshmerga curdi sono stati massacrati a un posto di blocco.

Ieri sera, quando la gente si è riunita per l'Iftar, almeno dieci auto imbottite di esplosivo sono deflagrate in serie in mezzo alla gente uscita di casa in alcune delle più affollate strade commerciali di Baghdad, massacrando - secondo un bilancio provvisorio - almeno 60 persone e ferendone oltre 190.

Gli attentati hanno colpito quartieri a predominanza sciita: quattro nel sud della capitale irachena, due nel centro, nel trafficato quartiere di Karrada, pochissimi minuti l'una dall'altra, due nei quartieri del nord, fra cui Tobchi, e due nel sobborgo di Madain, a est.

Secondo un conteggio dell'agenzia France presse, i morti di oggi portano ad oltre 500 il totale dall'inizio di luglio.

Non c'è stata alcuna rivendicazione, ma quasi certamente si tratta di un nuovo episodio della guerra sotterranea fra la minoranza sciita, al governo nel Paese, e la minoranza sunnita, che non si sente tutelata.

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