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Iraq: media, circa 50 uccisi in 24 ore, 400 in due mesi

Dimostranti in Iraq: il governo sta usando il pugno di ferro. KEYSTONE/EPA/HAIDER AL-ASSADEE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 novembre 2019 - 11:26
(Keystone-ATS)

È di circa 50 persone uccise il bilancio delle ultime 24 ore di repressione in Iraq delle proteste antigovernative in corso da due mesi a Baghdad e nel sud sciita. Lo riferiscono media locali e fonti mediche.

Sale così a circa 400 vittime la conta complessiva. Il maggior numero di vittime si è registrato a Nassiriya, con oltre 20 manifestanti uccisi con colpi sparati dall'esercito al capo e al petto. Altri morti si sono registrati a Baghdad e a Najaf.

Intanto il governatore della regione meridionale di Dhi Qar, con capoluogo Nassiriya, ha annunciato le sue dimissioni in dissenso col governo centrale di Baghdad.

Lo riferiscono media iracheni e panarabi, precisando che il governatore Adel Dakhili si è dimesso affermando in un comunicato che "lo spargimento di sangue è stato causato da forze venute fuori dalla regione di Dhi Qar e senza che il governo centrale informasse le autorità locali".

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