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Centinaia di profughi della comunità Yazidi fuggiti davanti all'avanzata dello Stato Islamico (Isis) in nord Iraq hanno lasciato le famiglie in zone sicure e sono tornati indietro per combattere contro i miliziani jihadisti, responsabili di numerose atrocità, riferisce l'edizione online del quotidiano turco Taraf.

Decine di migliaia di Yazidi si sono dati alla fuga davanti alle forze Isis, verso la regione autonoma curda del nord Iraq e la frontiera turca. Migliaia di civili sono stati uccisi dai miliziani jihadisti, che hanno sequestrato donne e ragazze, poi vendute come schiave.

Il presidente Usa Barak Obama ha accusato i jihadisti di "genocidio" contro la minoranza preislamica irachena. Taraf riferisce che almeno 1'400 civili Yazidi, dopo un breve addestramento da parte dei combattenti curdi del Pkk turco e del Ypg siriano sono tornati verso i loro villaggi per combattere i jihadisti.

"Abbiamo lasciato le nostre famiglie in sicurezza. Ora torniamo - ha detto uno di loro, Abdo Hamo, all'agenzia Dogan - alle nostre terre per combattere l'Isis, difendere il nostro onore. Non possiamo lasciare le nostre terre nelle loro mani, la montagna Sengal per noi è sacra".

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SDA-ATS