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I raid in Iraq hanno avuto successo: hanno distrutto armi e attrezzature dello Stato islamico (Isis). Inoltre sono state completate due missioni umanitarie. Lo ha affermato il presidente americano, Barack Obama, in una breve conferenza stampa a Washington precisando che "non c'è un programma" per la fine della missione nel paese mediorientale. Ad ogni modo, ha assicurato, "non ci saranno truppe americane da combattimento in Iraq".

Il progetto in Iraq è di lungo termine, il problema non sarà risolto in settimane, ha spiegato Obama sottolineando che l'avanzata dei jihadisti è più rapida di quanto si pensasse. Anche che la presenza di truppe americane in Iraq non avrebbe aiutato a evitare questa situazione.

"Abbiamo fiducia nel fatto che possiamo prevenire l'Isis" dal salire sul monte Sinjar e "dall'uccidere la gente lì", ha aggiunto il presidente americano, evidenziando che in Iraq c'è bisogno di un governo inclusivo.

Obama ha spiegato poi di aver avuto colloqui telefonici con il primo ministro britannico David Cameron e il presidente francese François Hollande, che hanno espresso appoggio per le azioni umanitarie americane in Iraq.

Intanto due aerei militari britannici carichi di aiuti umanitari per un valore di due milioni di sterline (3 miliardi di franchi) sono partiti oggi per l'Iraq, scrive la BBC online. Decollati dalla base Raf di Brize Norton (circa 30 km a ovest di Oxford), i velivoli trasportano beni di prima necessità (come l'acqua) per circa 75.000 persone. I beni verranno paracadutati sul monte Sinjar, dove sono intrappolati migliaia di iracheni minacciati dallo Stato islamico.

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SDA-ATS