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Il numero uno dell'agenzia Onu per le donne, Phumzile Mlambo Ngcuka, ha espresso la sua indignazione per gli attacchi contro donne e ragazze in Iraq e le notizie di rapimenti, stupri e matrimoni forzati messi in atto dai miliziani dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (Isis) e di altri gruppi armati.

"Prendere di mira le donne rappresenta una grave violazione dei diritti umani, ed è una caratteristica comune dei conflitti in tutto il mondo, con conseguenze devastanti e durature per le vittime, le loro famiglie e la società", ha affermato Mlambo Ngcuka, sottolineando la profonda preoccupazione per le recenti notizie che quattro donne si sono tolte la vita dopo essere state violentate e costrette a sposare jihadisti dell'Isis.

United Nations Women "condanna fermamente la violenza sessuale e di genere, e invita tutte le parti a garantire i diritti delle donne e delle ragazze irachene".

Da quando sono scoppiate le ultime violenze nel Paese, si stima che 1,2 milioni di persone siano fuggite dalle loro case, e in tali circostanze, le donne e le ragazze sono particolarmente esposte alla violenza.

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SDA-ATS