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Gli americani attaccano l'Isis per proteggere i loro interessi, non vogliono fermare l'ondata di Isis. Perché non attaccano Mosul, la capitale del nuovo califfato? Il discorso del presidente americano è ambiguo e talvolta contrario". Sono parole del patriarca caldeo di Baghdad, Louis Sako, che in un'intervista a Tgcom24 sulla situazione dei profughi cristiani e yazidi in Iraq punta il dito contro Onu e Stati Uniti e rivolge anche un appello al Papa ad andare nel Paese mediorientale.

Secondo Sako, le Nazioni Unite "non faranno niente. I grandi poteri oggi cercano interessi, non ci sono principi e morale nella politica. Gli Usa si arrabbiano perché un giornalista americano è stato decapitato. Hanno ragione, ma non si muovono davanti a un terremoto che mette fuori casa 120.000 persone".

A proposito del Papa, Sako dice che "mi ha chiamato al telefono e mi ha incoraggiato. Poi ha inviato il cardinal Filoni, la sua visita è stato un momento forte per noi. Ha visto la nostra tragedia. Noi siamo un piccolo gregge minacciato, abbiamo bisogno che il Papa stia per un momento con noi per mostrarci la sua vicinanza e condividere con noi un po' la nostra vita precaria".

Secondo il patriarca caldeo, per fermare l'Isis "l'intervento deve essere a livello internazionale. I paesi arabi tutti devono impegnarsi. I paesi musulmani tutti devono finire con questa cultura violenta e rieducare la gente alla convivenza, al rispetto mutuale. Ad una cultura aperta".

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SDA-ATS