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Iraq/Libia/Pakistan: Interpol, al-Qaida dietro a evasioni carceri

Dietro ai recenti assalti armati a carceri in Iraq, Libia e Pakistan e alla conseguente evasione di centinaia di estremisti, terroristi e criminali comuni c'è lo zampino di al-Qaida: lo sospetta l'Interpol, che lancia un appello ai 190 paesi membri perché indaghino su eventuali collegamenti fra gli episodi.

"Sospettando l'implicazione di al-Qaida in diverse evasioni che hanno consentito la fuga di centinaia di terroristi e criminali, l'Interpol lancia un allarme chiedendo l'assistenza dei suoi 190 paesi membri perché stabiliscano se questi episodi recenti siano coordinati o collegati", scrive in una nota l'organizzazione di polizia internazionale dalla sua sede di Lione, aggiungendo che episodi di evasione di questo tipo sono avvenuti in nove paesi membri, fra cui Iraq, Libia e Pakistan.

Nella nota si chiede inoltre ai paesi membri di "avvertire i paesi coinvolti se un terrorista in fuga viene individuato, per prevenire nuovi attacchi terroristici".

In Iraq il 22 luglio almeno 500 detenuti, fra cui diversi combattenti di al-Qaida, sono riusciti a evadere dal famigerato carcere di Abu Ghraib in un attacco armato ben coordinato. Il 27 luglio, in seguito a una rivolta dal carcere di Bengasi, in Libia, circa 1'000 detenuti sono fuggiti, un centinaio dei quali poi ripresi. Il 29 luglio in un attacco armato notturno in grande stile rivendicato dai talebani al carcere di Dera Ismail Khan, in Pakistan, sono evasi 243 detenuti, fra cui molti talebani ed estremisti.

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