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"Violenti scontri" fra guardie di impianti petroliferi e "gruppi armati appartenenti allo Stato islamico" sono stati segnalati attorno al giacimento di al-Bahy, a sud-ovest del terminal costiero di Sidra (nel centro del Golfo della Sirte). Lo ha riferito un anonimo ufficiale delle Guardie petrolifere, precisando che l'attacco dell'IS è iniziato ieri sera e proseguiva ancora stamattina. I jihadisti attaccano l'impianto da tre lati, anche a colpi di mortaio. Sono andate a fuoco "cisterne di greggio".

Una "colonna" dell'IS che si dirigeva verso il giacimento petrolifero di al-Zahram, a sud-est di Sirte, è stata bombardata da aerei dell'aviazione libica tra ieri sera e stamattina, riferiscono fonti militari.

Dopo alcune radio e tv, a Sirte l'IS ha preso anche possesso anche dell'ospedale "Ibn Sina": un "convoglio militare" con bandiere dello Stato islamico - riferiscono media libici - ha circondato l'ospedale difeso dalle milizie islamiche del "Central Libya Shield" e hanno ottenuto lo sgombero del nosocomio. I pazienti sono stati portati a Misurata, dove è basata la milizia, e sull'edificio sventolerebbe ora la bandiera nera dello Stato islamico ma l'informazione non è confermata.

Questo mentre il parlamento libico ha confermato la morte dei 21 egiziani copti rapiti dall'IS a Sirte ai primi di gennaio. Lo riferisce la tv di Stato citata dal "Daily News Egypt" su Twitter.

Intanto 12 miliziani islamici della coalizione Fajr Libya - de facto al potere a Tripoli, sede del parlamento e dell'esecutivo libici non-riconosciuti dalla comunità internazionale ma impegnati in colloqui sotto l'egida dell'Onu con il governo legittimo di Tobruk - sono rimasti uccisi e altri 20 feriti in scontri con l'esercito regolare libico a un posto di frontiera con la Tunisia, quello di Ràs Ajdir, sulla costa. Lo riferiscono fonti militari libiche.

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SDA-ATS