Un numero imprecisato di civili siriani è stato catturato da jihadisti del gruppo terroristico Stato islamico (IS) nella Siria centrale dopo un massacro condotto il 31 marzo scorso e nel quale sono morti circa 50 civili.

Lo riferiscono all'agenzia di stampa italiana Ansa fonti locali di Mabuja, il villaggio preso d'assalto dall'IS.

Interpellati a Beirut, dove hanno trovato rifugio, alcuni superstiti dell'uccisione di massa hanno riferito di almeno dieci civili, tra cui sette donne, rapiti dai jihadisti. Queste fonti hanno identificato con nome e cognome le persone rapite. Altre fonti locali parlano di una trentina di civili portati via con la forza dall'IS. L'Osservatorio per i diritti umani (Ondus) riferisce di una cinquantina di rapiti, senza però fornire le generalità delle persone catturate.

Mabuja, a est di Hama capoluogo nella Siria centrale, è abitato in prevalenza da ismailiti, membri di una branca dello sciismo considerata "eretica" dallo Stato islamico. Mabuja si trova a circa 20 chilometri da Salamiya, la cosiddetta capitale degli ismailiti in Siria. Tra i rapiti e gli uccisi, affermano le fonti, ci sono anche numerosi sunniti della regione.

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