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Non è stato pagato riscatto, né c'è stato scambio di prigionieri per il rilascio dei 49 ostaggi turchi, rapiti dall'Is in Iraq a giugno e liberati la notte scorsa, ma è stata un'operazione del dipartimento operazioni esterne del National Intelligence Organization (Mit) turca. Lo sostiene una fonte degli 007 turchi citata dal quotidiano di Ankara Hurriyet online. Nell'operazione, aggiunge la fonte, non sono stati coinvolti servizi stranieri.

Sempre secondo la fonte del giornale, i sequestratori avrebbero costretto gli ostaggi a cambiare posizione almeno sette volte. Ci sarebbero state almeno cinque possibilità di liberarli, aggiunge, ma l'escalation degli scontri in Iraq ha impedito agli 007 di intervenire prima.

L'ultima operazione di intelligence è cominciata pochi giorni fa, mentre gli ostaggi erano tenuti nelle vicinanze di Mosul, e si è conclusa la notte scorsa.

La Turchia si è rifiutata la scorsa settimana di partecipare alle operazioni militari lanciate dalla coalizione anti-Is riunita dagli Stati Uniti, spiegandolo soprattutto con la volontà di proteggere la vita dei suoi ostaggi.

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SDA-ATS