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L'organizzazione terroristica Stato islamico (IS) ha venduto ieri 42 donne irachene della minoranza degli Yazidi ai suoi combattenti nella città di Mayadeen, situata nell'est della Siria.

Lo indica oggi l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Le donne erano state rapite nell'agosto 2014 nella regione del Monte Sinjar (Iraq).

Citando una fonte a Mayadeen, l'ONG ha spiegato che i jihadisti dell'IS avevano venduto queste donne "ad altri jihadisti per un prezzo oscillante tra i 500 e i 2000 dollari".

Le yazide erano state sottratte ai loro cari durante l'offensiva dell'IS nella regione del Monte Sinjar, abitata in prevalenza dalla minoranza irachena. Usate come schiave del sesso, erano state condotte ad inizio giugno a Mayadeen, città che fa parte della provincia siriana controllata dai jihadisti.

"Talune erano state rapite assieme ai loro bambini, ma ignoriamo la sorte di questi piccoli", ha dichiarato il direttore dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahmane.

Non è la prima volta che l'IS, accusato di crimini contro l'umanità dall'ONU, "si dedica" alla vendita di donne yazide, che sono costrette a sposarsi con combattenti jihadisti. Per l'IS, gli Yazidi - che non sono né arabi né musulmani - sono infatti degli apostati.

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SDA-ATS