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Investirli con le auto, affogarli in mare, sgozzarli sulle spiagge. Una nuova terribile minaccia ai turisti "americani, britannici, francesi e israeliani" arriva dallo stesso commando di terroristi che a Tunisi di stranieri ha fatto una strage.

È un appello a jihadisti e "lupi solitari" a emulare i terroristi del Bardo postato sul web e ottenuto da "Terra", il settimanale in onda domani sull'emittente televisiva italiana "Retequattro".

Il documento è in forma di diario, un macabro racconto di quanto accaduto al museo di Tunisi, scritto da un complice del commando o, forse, da uno dei terroristi che è riuscito a fuggire. "È una normale giornata di sole, c'è un bel clima, piacevole e temperato", è l'inizio della cronaca di quelle che per 21 persone, tra cui quattro italiani, sono state le ultime ore della loro vita.

"Loro due (i terroristi, ndr.) escono di casa, prendono la metro, scendono e cambiano treno, scendono di nuovo, passano davanti alla centrale della polizia infedele del Bardo e davanti alla sede dei servizi segreti militari del Tiranno... si siedono un momento... lasciano la borsa con dentro le armi e le bombe a mano alla fermata dell'autobus", prosegue l'inquietante racconto che, se fosse una fedele narrazione di come sono andati i fatti, confermerebbe quanto ammesso oggi dal presidente tunisino Beji Caid Essebsi e cioè che ci sono state delle falle nella sicurezza. Dopo aver lasciato le armi, infatti, i terroristi vanno "a controllare il posto" e poi tornano "a riprendere le borse".

Poi "si infiltrano dentro il parco del parlamento/museo, uno dei due tira fuori le armi e le bombe a mano mentre l'altro fa un rapido giro di ricognizione". E solo a quel punto scatenano l'inferno. "Decidono di ammazzare chiunque si trovi nel Museo: 'poliziotti, apostati o stranieri'. Lanciano le bombe contro gli autobus, catturano ogni 'infedele fondamentalista' e lo portano in una stanza". Ma, prosegue il racconto, "lasciano scappare gli inservienti tunisini: sono musulmani ed è un peccato spargere il loro sangue'". E "risparmiano i bambini, che vengono lasciati andare verso l'uscita".

Alla fine del documento la nuova atroce minaccia contro i turisti: "Investiteli con le auto, sgozzateli sulle spiagge e affogateli nel mare". Una nuova doccia fredda per la Tunisia che con l'attentato al Bardo è stata colpita ad uno dei settori vitali della sua economia. Il turismo costituisce infatti tra il 7 e il 10% del Pil tunisino e dà lavoro a circa 500 mila persone. Già il giorno dopo l'attentato era stato calcolato che il turismo registrerà per questa stagione perdite per almeno 700 milioni di dollari.

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SDA-ATS