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"Sono stati liberati senza il pagamento di alcun riscatto" i cristiani rapiti dallo Stato islamico il 23 febbraio scorso in alcuni villaggi del nord-est della Siria, poco distante dal confine con la Turchia e "rilasciati a metà della scorsa settimana". È quanto afferma ad AsiaNews il Nunzio apostolico in Siria, mons. Mario Zenari, il quale riferisce che "52 famiglie per giorni nelle mani degli jihadisti" ora si trovano al sicuro. Ad oggi, aggiunge il prelato, "restano nelle mani dei miliziani ancora 16 persone, la metà delle quali cristiani e gli altri curdi".

Mons. Zenari aggiunge che "dietro il sequestro vi fosse la volontà dei miliziani di usarli come scudi umani", per ripararsi dagli attacchi aerei della coalizione durante il ripiegamento delle forze.

Parlando della situazione siriana, il prelato conferma che "va male, ieri è stata una giornata dura sia a Damasco che ad Aleppo". "Sentivamo aerei sopra le nostre teste - racconta - e sono caduti diversi colpi di mortaio in diversi punti della capitale". Anche i prossimi giorni "non saranno migliori".

La scorsa settimana è fallito il tentativo di mediazione per una tregua avanzata dall'inviato Onu Staffan De Mistura. "C'era da temere che il tentativo di dialogo fallisse - conclude il nunzio apostolico - ora aspettiamo di vedere cosa succede in futuro, ma non vi sono margini per l'ottimismo".

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SDA-ATS