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Un altro pericoloso elenco di dati personali riguardanti militari americani, materiale in parte con tutta probabilità classificato, sarebbe stato diffuso in rete da hacker legati all'Isis.

A riferirlo è il Site, la società americana di Rita Katz che monitora le attività online delle organizzazioni jihadiste. E non è la prima volta che un tale furto di informazioni viene segnalato, con l'allarme che resta alto per queste incursioni degli specialisti del web alla mercé del califfato del terrore.

Questa volta le informazioni riguarderebbero 156 militari dell'Aeronautica degli Stati Uniti, l'Us Air Force. Ma solo una decina di giorni fa la minaccia si era materializzata con un tweet che dichiarava un altro bottino per i ladri della rete: nomi, indirizzi e-mail, password e perfino numeri di telefono di centinaia di dipendenti federali americani, dalla Air Force al corpo dei Marine, ma anche alla Nasa e all'autorità portuale di New York e del New Jersey.

Il colpo portava la firma della 'Islamic State Hacking Division', ovvero una vera e propria divisione dello stato islamico che si dice votata alla pirateria informatica, a conferma - se ce ne fosse bisogno - che questa ondata di terrore dalla rete non solo passa ma la alimenta. Non è chiaro se la rivendicazione di questa azione possa essere considerata autentica. L'account Twitter da cui era partita è risultato collegato ad Abu Hussain al Britani ed è stato da allora bloccato. Ma è certo che gli esperti si confrontano con un fenomeno sfuggente, che giorno dopo giorno sembra comunque in grado di alzare la posta.

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SDA-ATS