Il Belgio ha deciso di rimpatriare sei orfani, figli dei foreign fighter dell'Isis, tutti nati in Belgio, che attualmente si trovano nei campi gestiti da curdi.

Lo ha annunciato il vicepremier e ministro alla Cooperazione allo sviluppo Alexander De Croo, parlando a VRT-Radio.

"Non lasceremo che questi bambini muoiano", ha detto De Croo, spiegando che i genitori dei minori sono tutti morti e che due dei sei orfani hanno meno di dieci anni.

"Non ci sono scuse per le scelte fatte dai genitori di questi sei orfani, che sono ingiustificabili. Ma quelle sono le scelte dei genitori. Una parte di questi bambini sono stati rapiti e si trovano in circostanze talvolta orribili", ha aggiunto De Croo.

Il ministro ha spiegato che sui sei orfani è stata condotta "un'analisi approfondita da parte dei Servizi di informazione della Difesa e dell'Organo di coordinamento per l'analisi della minaccia (Ocam)", che hanno dato il nulla osta al rimpatrio. Al rientro ogni bambino farà un percorso di reinserimento adeguato.

Intanto l'ex segretario di Stato per l'Asilo Theo Francken (N-VA) ha condannato la decisione, mettendo in dubbio che i bambini siano davvero orfani e prevedendo che il Belgio sarà costretto ad accettare anche il rientro delle loro madri jihadiste.

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