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Il premier David Cameron li difende, ma gli agenti segreti di Sua Maestà dovranno dare qualche risposta se vogliono uscire indenni dalla bufera che li ha travolti. Sono accusati di essersi lasciati sfuggire il 'boia dell'Isis' e di aver commesso "troppi errori" da quando nel 2009 avevano per la prima volta intuito che Mohamed Emwazi rappresentava un pericolo.

Oggi, oltre ad un nome, 'Jihadi John' ha anche un volto grazie alla pubblicazione delle prime foto che lo ritraggono senza la maschera nera. Mentre cominciano ad emergere i dettagli sul suo passato e su quel tortuoso percorso che da scolaro esemplare tifoso di calcio lo ha portato a diventare un sanguinario terrorista.

Sulle falle nei controlli degli 007 britannici, che già nel 2010 avevano inserito nella loro lista nera Mohamed Emwazi ritirandogli il passaporto, ieri la commissione parlamentare per la sicurezza britannica ha annunciato un'inchiesta, i cui risultati saranno resi noti però solo dopo le elezioni di maggio.

Oggi i giornali sollevano nuove domande e nel dibattito è entrato a gamba tesa anche Boris Johnson, che ha criticato il governo per aver ammorbidito nel 2012 le misure che prevedevano gli arresti domiciliari per i sospetti terroristi. Dare il "beneficio del dubbio" a personaggi come Mohamed Emwazi, ha tuonato il sindaco di Londra, "è stato un errore". Johnson ha avuto parole dure anche nei confronti delle dichiarazioni di Cage, il gruppo di attivisti musulmani che ieri ha accusato i servizi di essere "responsabili" della radicalizzazione di 'Jihadi John'. Per il primo cittadino si tratta di "apologia di terrorismo". Dichiarazioni controverse, quelle di Cage, che anche Downing Street ha definito "riprovevoli". Nelle ultime ore tra l'altro è spuntato un video di una manifestazione anti-Usa a Londra nel 2006 in cui il direttore di Cage, Asim Qureishi, esortava i musulmani a unirsi ai jihadisti.

Sui troppi errori di MI5 e MI6 ha parlato anche David Anderson, il revisore delle leggi anti-terrorismo varate da Downing Street, per il quale "è possibile che ci siano state delle sviste" da parte dei servizi anti-terrorismo. A difendere gli agenti segreti di Sua Maestà oggi è sceso in campo direttamente Cameron, che li ha definiti "straordinari, determinati e coraggiosi". In questi anni, è stato l'attestato di fiducia del premier, i servizi "hanno dovuto prendere decisioni incredibilmente difficili" per il bene del Regno Unito e continueranno a mettere in campo tutte le loro forze per "scovare i terroristi che minacciano cittadini britannici in ogni parte del mondo" come Emwazi.

Intanto i media hanno pubblicato le prime foto di 'Jihadi John' senza il passamontagna nero. La prima lo ritrae a 10 anni, seduto sorridente sul prato della sua scuola nell'ovest di Londra insieme con i compagni di classe. Un bambino come tanti, che con grafia incerta nella sua scheda personale confessava di essere tifoso del Manchester United, goloso di patatine fritte e fan dei Simpson. Un ragazzino "diligente e studioso", il cui sogno nel cassetto era diventare "un attaccante e segnare un gol". La secondo lo ritrae ai tempi dell'università. Cappello da baseball e sguardo torvo, l'immagine sembra preludere agli orrori di cui Mohamed si sarebbe macchiato solo qualche anno più tardi.

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SDA-ATS