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Nel giorno del sanguinoso attacco a check point militari egiziani nel nord del Sinai, l'Isis mette in guardia sia Hamas a Gaza sia Israele. La promessa, anzi il "giuramento" è perentorio: "Vi sradicheremo".

Nel contempo il premier israeliano Benyamin Netanyahu sottolinea che l'Isis "non è solo sul Golan ma anche in Egitto vicino a Rafah, vicino al nostro confine".

In un video apparso su internet - ma che non appare databile - lo Stato Islamico è intervenuto per ammonire in particolare i "tiranni di Hamas" dal momento che, "otto anni dopo" la presa del potere, nella Striscia '"ancora non è stata imposta la legge islamica".

Nel filmato - che secondo fonti locali ha destato preoccupazione a Gaza - si vede dapprima uno speaker a viso scoperto che denuncia Hamas per non aver appunto imposto il rispetto della legge islamica.

Subito dopo, un uomo mascherato, insieme ad altri miliziani, avvisa Hamas che "la Sharia sarà messa in pratica a Gaza", nonostante l'atteggiamento della fazione islamica. "Giuriamo - afferma poi l'uomo, secondo la traduzione apparsa nei media israeliani - che ciò che sta accadendo nel Levante oggi e in particolare nel campo di Yarmuk, succederà a Gaza".

Il riferimento del video - che ha sul lato destro in alto la scritta 'distretto di Aleppo' - è all'avanzata dell'Isis in Siria, incluso il distretto di Damasco dov'è ubicato il campo profughi palestinese di Yarmuk dove, nei mesi scorsi, vi sono stati sanguinosi scontri proprio con i miliziani dello Stato islamico. Non è la prima volta che l'Isis scende in campo nella Striscia: lo scorso giugno, ad esempio, slogan pro-Isis e appelli alla vendetta furono lanciati a Gaza durante i funerali di Yunis Hanar, un miliziano salafita ucciso in uno scontro a fuoco con un'unità di elite di Hamas. Il cadavere - secondo la testimonianza di fonti locali - venne avvolto in un vessillo dello Stato Islamico.

Vari lanci recenti di razzi dalla Striscia verso Israele sono stati inoltre rivendicati da gruppi salafiti che si dicono pro Isis: contro di loro Hamas è intervenuto duramente. Ufficialmente però i dirigenti di Hamas negano la presenza dello Stato Islamico a Gaza, anche se negli ultimi tempi è palpabile nella Striscia la tensione tra la fazione islamica e i gruppi salafiti.

Di fronte alle vicende belliche odierne sul Sinai, Hamas nel pomeriggio ha deciso di rinforzare la sua presenza militare a Rafah, al confine con l'Egitto. Il ministro dell'interno della fazione ha detto che la mossa è volta a mantenere la sicurezza e la stabilità lungo la frontiera. Una situazione che (insieme agli effetti della disastrosa guerra della scorsa estate e ai rapporti con al-Fatah, la parte palestinese maggioritaria che fa capo al presidente Abu Mazen) avrebbe anche indotto, secondo alcune informative, a trattative indirette tra Hamas e Israele per una tregua decennale tra le parti. In cambio, Hamas otterrebbe tra l'altro un porto galleggiante al largo della Striscia che rimuoverebbe il blocco israeliano su Gaza, obiettivo politico rincorso da lungo tempo.

Le informative su questa trattativa indiretta, favorita da Turchia e Qatar e organizzazioni internazionali, sono stati tuttavia smentiti con forza da entrambe le parti. Proprio oggi, il capo dello Shin Bet (il servizio di sicurezza interno dello stato ebraico) Yoram Cohen, in un intervento alla commissione affari esteri e difesa della Knesset, ha detto che Hamas sta perfezionando i suoi preparativi per un nuovo conflitto con Israele.

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SDA-ATS