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Il presidente del Consiglio Centrale Islamico della Svizzera Nicolas Blancho vuole armarsi: stando al Tages-Anzeiger il 32enne di Bienne (BE) ha presentato alla polizia bernese una domanda per ottenere il permesso di acquistare una pistola, ma è stata rifiutata.

L'interessato ha inoltrato ricorso, riferisce ancora il Tages-Anzeiger.

Secondo il giornale Blancho, uno svizzero che si è convertito all'Islam quando aveva 16 anni, desidera possedere un'arma da fuoco perché lui stesso e la sua famiglia continuano ad essere insultati e minacciati. "Non vivo nella paura e nel terrore, ma una certa cautela si impone", ha detto Blancho al Tages-Anzeiger.

In un comunicato diramato in mattinata il CCIS (IZRS nella sua sigla tedesca) ha confermato che la domanda è stata presentata "dopo il forte aumento di gravi minacce contro il presidente, la sua famiglia e in particolare anche contro i suoi figli".

Secondo l'organizzazione però, ancora meno della decisione negativa della polizia risulta comprensibile il fatto che il quotidiano abbia potuto accedere alle relative informazioni. "Nasce il sospetto che da parte del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) o della polizia cantonale bernese vi sia interesse a tenere un dibattito pubblico su una richiesta di routine".

Stando a quanto riferisce il giornale, Blancho si è presentato il 20 febbraio, come vuole la procedura, in un posto di polizia per spiegare le motivazioni della sua domanda. Secondo la nota odierna del CCIS era presente anche un collaboratore del SIC che ha ammesso come il caso abbia provocato un polverone sino ai piani alti dei servizi segreti.

In aprile a Blancho è stata poi notificata la decisione negativa. I motivi del no sono poco chiari. Per il Tages-Anzeiger potrebbe avere avuto un ruolo il fatto che Blancho non presta servizio militare: l'interessato afferma però che la motivazione non è legata al porto di un'arma bensì all'impedimento delle sue pratiche religiose in griogioverde. Il 32enne ha presentato ricorso, che è ora pendente presso il dipartimento cantonale di polizia.

Il CCIS non gradisce la pubblicità data al caso. "Il Consiglio Centrale Islamico teme che attraverso la pubblicazione della notizia la sicurezza del suo presidente e quella della sua famiglia possano essere compromesse inutilmente". L'associazione esprime quindi un biasimo nei confronti delle autorità coinvolte per il modo definito "irresponsabile" con cui hanno trattato informazioni sensibili.

A causa delle sue posizioni integraliste il CCIS è un'organizzazione controversa che ha avuto molta risonanza sui media negli ultimi anni. Critiche al suo operato sono state espresse anche da ambienti musulmani.

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SDA-ATS