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REYKJAVIK - Le banche dell'Islanda rischiano di nuovo la bancarotta. Dopo il tracollo del sistema finanziario che due anni fa ha spinto al collasso le maggiori banche del Paese Artico, Kaupthing Bank, Glitnir Bank e Landsbanki, ora potrebbero arrivare nuovi guai.
La Corte Suprema islandese ha infatti cancellato la validità dei prestiti indicizzati a valute straniere, mentre i fondi governativi e pensionistici ostacolano l'accesso a nuovi finanziamenti. Gli istituti islandesi contano prestiti in valuta estera fino a 900 miliardi di corone e - ha spiegato una settimana fa il ministro delle Finanze islandese Steingrimur J. Sigfusson - potrebbero subire svalutazioni tra il 40% e il 60%.
Così, ha detto il responsabile dell'Authority finanziaria FSA, Gunnar Andersen, il capitale di alcune banche potrebbe scendere sotto il livello minimo consentito.

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SDA-ATS