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È di 19 morti e 40 dispersi il bilancio, provvisorio, delle inondazioni che hanno colpito le Isole Salomone e in particolare la capitale Honiara, dove il fiume Matanikau, che attraversa la città, ha improvvisamente rotto gli argini giovedì scorso dopo giorni di piogge torrenziali. È uno dei peggiori disastri naturali che abbia mai colpito l'arcipelago di 550 mila abitanti nel Pacifico meridionale.

Esondati anche altri fiumi dell'isola di Guadalcanal, la maggiore dell'arcipelago. Circa 49 mila persone sono rimaste senza casa e il primo ministro Gordon Lilo ha decretato lo stato di emergenza. Sono stati istituiti sedici centri di evacuazione, in scuole e in altri edifici, e più di 5500 persone sono rifugiati in tre dei centri più affollati, dove i gruppi di assistenza temono il diffondersi la febbre dengue, trasmessa dalle zanzare.

Gravi danni alla rete idrica e alle infrastrutture, comprese elettricità e fognature. Australia e Nuova Zelanda hanno destinato centinaia di migliaia di dollari in aiuti e hanno dispiegato squadre di soccorso e tecnici.

SDA-ATS