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TEL AVIV - La scena d'apertura è quella classica: uno sconosciuto, col volto seminascosto da un berretto, si è presentato lo scorso giovedì nell'ufficio del direttore della filiale di una banca in uno dei quartieri alti di Tel Aviv, ha estratto una pistola e ha intimato: "Mani in alto. Questa è una rapina, svuota la cassaforte".
Insolito è stato però il seguito. Senza scomporsi, anzi con un sorrisetto ironico, il direttore ha risposto redarguendo il rapinatore: "Cretino. Hai sbagliato obiettivo. Noi siamo una banca per mutui e qui non teniamo contanti".
Dopo un attimo di smarrimento, lo sconosciuto ha borbottato qualche che parola di scusa e si è affrettato a uscire in strada per allontanarsi a gran velocità sull'automobile che aveva parcheggiato proprio davanti alla filiale, il cui numero di targa il dirigente bancario è però riuscito a registrare.
Così la polizia è riuscita con facilità ad arrivare all'abitazione dello sfortunato, oltre che incompetente, rapinatore. È risultato essere un abitante di un quartiere vicino, senza precedenti penali. Nell'appartamento gli agenti hanno trovato pure le prove della tentata rapina.
Dopo un iniziale tentativo di proclamarsi innocente l'uomo ha ammesso il tentativo di rapina alla quale, ha detto, è stato spinto da una voce interna che gli imponeva di rapinare una banca. Davanti all'imperizia manifestata e a segni di apparente instabilità mentale la polizia ha deciso di non arrestarlo, imponendogli gli arresti domiciliari. La polizia, a quanto pare, intende chiudere il caso ritenendo di avere a che fare con uno squilibrato che difficilmente può essere rinviato a giudizio.

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SDA-ATS