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RAMALLAH - Un prigioniero palesinese originario della Cisgiordania è stato deportato nelle scorse ore dalle autorità d'Israele contro la sua volontà nella Striscia di Gaza al termine di un periodo di detenzione.
Lo riferisce stasera l'agenzia Maan, secondo la quale il provvedimento rappresenta una prima applicazione delle nuove, e contestate, direttive militari israeliane in base alle quali si rende più facile l'espulsione dalla Cisgiordania di cosiddetti 'infiltrati': vale a dire di palestinesi non in possesso di documenti considerati validi dallo Stato ebraico.
Il deportato si chiama Ahmad Sabbah e aveva appena finito di scontare un periodo di 10 anni di reclusione in un penitenziario israeliano. I familiari, secondo quanto riferito alla Maan, lo aspettavano nella città natale di Tulkharem, ma a sorpresa hanno scoperto all'ultimo momento che le forze israeliane - all'atto del rilascio - lo avevano trasferito d'autorità verso la Striscia di Gaza, l'enclave controllata dal 2007 dagli islamico-radicali di Hamas e d'allora sottoposta a uno stringente blocco dei confini da parte di Israele.
Si tratta di una decisione "crudele e discriminatoria", ha commentato lo stesso ex detenuto al suo arrivo a Gaza. "Questa é una vera e propria guerra contro i prigionieri", ha aggiunto.
Il provvedimento è stato criticato anche da alcuni esponenti politici dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), la quale già nei giorni scorsi aveva denunciato come illegali e arbitrari - al pari di diversi governi arabi ed europei - i nuovi ordini militari israeliani sugli 'infiltrati'.

SDA-ATS