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BEIRUT - Dopo oltre trent'anni gli eserciti israeliano e libanese sono tornati a confrontarsi direttamente a ridosso della Linea Blu di demarcazione tra i due Paesi. Il movimento sciita Hezbollah, che non è rimasto coinvolto nei combattimenti, ha assicurato che se i soldati libanesi dovessero essere aggrediti di nuovo la Resistenza islamica non rimarrà con le mani in mano.
Negli scontri odierni sono stati uccisi due soldati e un giornalista libanesi, e un tenente-colonnello israeliano. Tutto è cominciato intorno a mezzogiorno, quando alcuni soldati israeliani aiutati da una gru hanno tentato di sradicare alcuni alberi cresciuti a ridosso del reticolato elettrificato eretto dal'esercito israeliano (Tsahal) dopo il ritiro dal sud del Libano nel 2000.
Il comandante del contingente italiano dell'Unifil, generale Giuseppenicola Tota, ha affermato che gli israeliani volevano eliminare gli arbusti per "installare delle telecamere" lungo la frontiera provvisoria. "Sono intervenuti i soldati libanesi ed è cominciato lo scambio di colpi di arma da fuoco". La scaramuccia è poi degenerata in un più esteso attacco aereo e d'artiglieria israeliano alle postazioni libanesi sulle colline di Adaysse e Tayybe e in una prolungata sparatoria lungo la strada Adaysse-Kfar Kila.
In alcuni tratti la Linea Blu è sovrapposta al segmento del reticolato israeliano, mentre altrove i due tracciati sono distanti fino a qualche decina di metri fra loro.
A Beirut sostengono che i militari israeliani hanno superato la Linea Blu e che quindi hanno violato la risoluzione Onu n.1701, con cui erano state interrotte le ostilità nell'agosto 2006. Da Israele affermano invece che la loro pattuglia è rimasta all'interno del territorio da loro controllato, che l'attività di stamani era stata concordata con la missione Onu e che era persino coordinata con i caschi blu.
Dal comando centrale di Unifil per ora non si pronunciano né sull'esatta posizione della Linea Blu in quel settore né se l'azione israeliana fosse in effetti concordata. In attesa di chiarimenti, rimane il fatto che nelle tre ore di combattimenti, durante i quali Israele ha impiegato caccia F-16 ed elicotteri Apache, i guerriglieri del movimento sciita filo-iraniano Hezbollah non sono intervenuti.
"Siamo sempre stati in stretto contatto con i vertici dell'esercito", ha detto il sayyid Hasan Nasrallah, leader di Hezbollah parlando in serata in collegamento video in occasione del quarto anniversario della "Vittoria divina" contro Israele nel 2006. "Eravamo pronti a intervenire ma abbiamo atteso gli sviluppi degli eventi e poi, grazie a Dio, gli scontri sono terminati". "Ma sia chiaro che se l'esercito libanese dovesse subire una nuova aggressione la Resistenza islamica (l'ala armata del Partito di Dio) non rimarrà in silenzio, ma agirà", ha assicurato il leader sciita.

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SDA-ATS