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Da una parte le attività più classiche come le estorsioni nei confronti dei commercianti e i business dell'edilizia e delle slot machine e, dall'altra, l'inserimento negli ambienti istituzionali, grazie al ruolo di un politico-affiliato, per turbare le gare d'appalto, corrompere pubblici ufficiali e condizionare le elezioni amministrative. È il "connubio" tra "braccia armate" e "esponenti delle istituzioni" che emerge dall'ultima importante inchiesta sulla presenza della 'ndrangheta in Lombardia e, in particolare, a Lecco e nella zona del lago di Como.

Stamattina, infatti, sono finite in carcere 10 persone, tra cui il presunto boss Mario Trovato, fratello dello storico "patriarca" Franco Coco Trovato (ergastolano e coinvolto nella famosa inchiesta 'Wall Street' degli anni '90), il consigliere comunale di Lecco Ernesto Palermo, e il sindaco di Valmadrera (Lecco) Marco Rusconi.

Il consigliere comunale lecchese, 45 anni, eletto con il Pd e poi dal 2011 passato al gruppo misto, è accusato non solo di corruzione e turbativa d'asta, ma anche di estorsione e associazione mafiosa. Decine e decine sono, infatti, le intercettazioni che dimostrano che Palermo faceva parte della cosca dei Trovato, che era uno degli "uomini nuovi" del clan e ne curava gli "interessi" nell'ambito dei suoi rapporti con altri "esponenti politici" e della pubblica amministrazione.

Palermo, di professione insegnante in un istituto professionale, si sarebbe adoperato direttamente per far ottenere al clan la concessione dell'area comunale Lido di Paré, sul lago di Como, già oggetto in passato di una serie di attentati incendiari. Per l'acquisizione della concessione, che doveva essere effettuata da una società dei Trovato in cui aveva investito anche Palermo, sarebbe arrivata una mazzetta da 5000 euro (a fronte di una promessa di 10'000) al sindaco di Valmadrera, Rusconi (eletto con una lista civica appoggiata dal Pd), arrestato per corruzione e turbativa d'asta e molto attivo, prima di finire in carcere, in iniziative antimafia sul territorio.

Palermo avrebbe anche partecipato "all'attività estorsiva e di protezione nei confronti degli esercizi commerciali". E sarebbe coinvolto in un attentato a "colpi d'arma da fuoco" contro il ristorante Old Wild Cafè, avvenuto la notte del 16 gennaio 2012 a Lecco: Palermo e Mario Trovato, infatti, avrebbero cercato di "costringere" i gestori del locale a versare "una somma di denaro a titolo di protezione". In pratica, una richiesta di pizzo evasa a cui sarebbe seguita la loro vendetta.

SDA-ATS