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Un'immagine simbolica mostra un veicolo dei carabinieri (foto d'archivio).

Keystone/EPA ANSA/CLAUDIO PERI

(sda-ats)

Un canale di approvvigionamento di cocaina tra la Calabria e la Colombia da fare arrivare in Italia verosimilmente nel porto di Gioia Tauro nascosta in container di frutta o di pesce surgelato.

È quanto hanno portato alla luce gli investigatori della squadra mobile di Reggio Calabria, del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga con l'inchiesta Buena Ventura.

L'indagine, durata due anni e condensata in un'informativa della Polizia di Stato di oltre 500 pagine dove sono state raccolte intercettazioni telefoniche, telematiche ed ambientali, ha ricostruito l'attività del sodalizio transnazionale dedito al traffico di stupefacenti. In particolare, il cartello calabrese riconducibile alle famiglie Morabito-Bruzzaniti-Palamara, secondo gli investigatori, aveva assunto iniziative "concrete e avanzate" per pianificare e realizzare la compravendita di droga lungo l'asse Reggio Calabria-Bogotà.

L'importazione sarebbe avvenuta attraverso apposite società operanti soprattutto nell'importazione di prodotti ortofrutticoli o di pesce. A tale scopo, secondo l'accusa, alcuni trafficanti calabresi avevano allestito nella Locride un negozio per la rivendita di pesci surgelati provenienti dal Sudamerica.

La droga, oltre che via mare, sarebbe giunta in Italia anche via aerea con corrieri adibiti al trasporto della cocaina in valigie fino ad uno scalo aereo del Centro-Nord Italia dove passavano grazie alla complicità di un finanziere e ad un vigilante, che sarebbero indagati.

Gli indagati nell'indagine della Polizia per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga sono oltre 25. Diciannove, invece, le ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice delle indagini preliminari (gip) del tribunale di Reggio, 15 in carcere e quattro ai domiciliari.

Arresti e perquisizioni, oltre che in Calabria, sono scattati nelle province di Milano, Napoli, Bologna e Pescara. Secondo le indagini, l'organizzazione, vicina alle cosche del mandamento ionico, operava fra l'Italia, la Colombia, il Perù, la Repubblica Domenicana e la Spagna.

Tra gli arrestati vi sarebbero soggetti vicine alle famiglie Morabito, Bruzzaniti e Palamara, ritenuti capi della 'ndrina operante in Calabria tra Bova Marina, Bianco, Africo e Platì. Nell'inchiesta è coinvolto anche un sudamericano accusato dagli inquirenti di aver condotto le trattative con gli esponenti della 'ndrangheta per l'apertura di un canale di importazione di cocaina tra la Colombia e la Calabria.

Nel corso dell'indagine Buena Ventura gli investigatori hanno sequestrato, in Italia e in Spagna, consistenti quantitativi di cocaina. I sequestri sono stati effettuati nel corso di specifiche operazioni antidroga condotte in provincia di Reggio Calabria e all'aeroporto Barajas di Madrid da parte delle rispettive forze di polizia (Polizia di Stato Italiana e Cuerpo National de Polizia - Comisaria General de Policia Judicial - U.D.Y.C.O. Central). Complessivamente, le indagini hanno permesso di sventare l'importazione di oltre 35 chili di cocaina organizzata fra la Colombia e la Calabria.

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SDA-ATS