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Sono 150 mila gli spettatori stasera al concerto del cantante Luciano Ligabue, al Campovolo di Reggio Emilia, dove si tiene la grande festa per i venticinque anni di carriera dell'artista e i dieci anni dal primo concerto nel grande spazio reggiano.

Il concerto è cominciato con "Balliamo sul mondo", prima traccia del primo disco. "Il mio primo album uscito nel 1990 fu rifiutato da tutte le case discografiche. Fu pagato da Angelo Carrara, nessuna casa discografica lo volle pubblicare, e fortunatamente a un secondo giro qualcuno cambiò idea", ha raccontato Ligabue poco prima del concerto ai microfoni di Rtl 102.5, il suo primo anno da rockstar.

"Non ero giovane - ha detto - avevo già 30 anni, ho iniziato tardi questo mestiere. Ogni cosa che potevo sbagliare quell'anno l'ho sbagliata, nel senso che ero veramente incosciente e inconsapevole di quello che facevo".

Venticinque anni dopo arriva il concerto al Campovolo, il terzo della sua carriera, davanti a 150mila fan in delirio. "In questo spazio - ha detto Ligabue - succedono delle cose speciali perché sono sempre concerti unici, non è come un tour in cui puoi mettere le cose a posto pian pianino, è sempre una prima e un'ultima e bisogna prepararsi a dovere. Poi è a casa mia, quindi queste occasioni mi sembra sempre come se fossero delle feste in cui dico: venite a casa mia, stiamo lì da me e vediamo come succede".

A distanza di venticinque anni, però, a sorprendere è sempre il rapporto coi fan. "Io faccio fatica - ha detto - a sentirmi in pari rispetto al fatto che so che ci sono delle persone fuori da due settimane ad aspettare questa serata, raggiunte da tante altre. Sono cose per cui uno non si sente mai in pari. Poi c'è anche un momento in cui io dico faccio il meglio che posso, più di quello non posso fare, e su quello garantisco".

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SDA-ATS