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"Non sono più un ragazzino, ma mi sento obbligato a rimanere in campo fino a quando non ci sarà qualcuno che mi potrà sostituire": lo afferma al Quotidiano nazionale Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia.

"Non abbiamo cambiato idea sulle riforme. È Renzi che ci ha imposto 17 cambiamenti rispetto al progetto iniziale e quando poi si è trattato di scegliere il massimo garante di questo processo riformatore ha deciso di agire da solo. In quel momento, abbiamo capito che non pensava affatto a lavorare insieme con lealtà, ma solo a un disegno di potere per il quale non aveva i numeri in Parlamento. Era ovvio che le strade si dividessero", dice ancora Berlusconi, secondo cui queste strade non si rincontreranno.

"Renzi - spiega - non soltanto persegue un disegno di potere ma è e rimane un uomo di sinistra, per quanto con un'immagine più moderna. E come tutte le sinistre, non ha fatto una riforma utile al Paese".

Quanto al suo erede, dichiara: "Spero che si faccia vivo presto, anche se al momento non vedo nessuno cui passare il testimone. Gli eredi non si possono tirare fuori - aggiunge Berlusconi -. Il carisma uno o ce l'ha o non ce l'ha. Ho dato possibilità a tanta gente, ma nessuno ha avuto la spinta carismatica".

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SDA-ATS