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Un maestra di un asilo di Pavullo nel Frignano, comune dell'Appennino modenese, è stata posta agli arresti domiciliari, con l'accusa di maltrattamenti aggravati.

Si parla di bambini di tre-cinque anni sollevati di peso e gettati come oggetti. Insultati, schiaffeggiati, oppure puniti con l'espulsione fisica dalla scuola: mandati fuori non solo dall'aula, ma dall'edificio. Al freddo, come può esserlo nei mesi invernali una località a quasi 700 metri di altitudine.

Le indagini sono scattate a novembre dopo le segnalazioni di alcuni genitori preoccupati dallo stato d'animo dei figli, che, terrorizzati, a scuola non volevano più andare. Secondo le accuse la maestra, di 52 anni, avrebbe abusato delle proprie qualità e violato i doveri di equilibrio e correttezza.

Lo avrebbe fatto con condotte sistematiche e reiterate, maltrattando fisicamente e psicologicamente i piccoli durante l'orario scolastico. Con percosse, schiaffi, spintoni, strattonamenti. E poi parolacce, bestemmie e offese, con un vasto campionario: "sei brutta", "stordita", "li mortacci vostri", "sei pesante", "sei una pecora", "hai finito di ridere", "ti do una microfonata in faccia", "ti strappo tutti i capelli".

Un comportamento che per gli inquirenti era abituale e indistinto, nei confronti di tutti i bambini. Scatti di rabbia improvvisi e per motivi da niente: un bambino che doveva andare in bagno, oppure che non gradiva il cibo. I carabinieri hanno raccolto le testimonianze e documentato le condotte con telecamere e microfoni nascosti nella scuola.

In tempi brevi sono stati accumulati elementi sufficienti a portare all'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, notificata dai carabinieri oggi all'alba. Gli accertamenti ora proseguono per approfondire il ruolo di chi lavorava con l'arrestata.

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SDA-ATS