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"Abbiamo sentito un tonfo prima dell'incidente, un rumore forte. Poi l'autista ha tentato di accostare al guardrail per fermarsi". È quanto hanno raccontato agli investigatori della polizia stradale alcuni dei sopravvissuti alla strage del bus precipitato dalla A16 a Monteforte Irpino, sentiti questa mattina negli ospedali napoletani dove sono ricoverati. Le testimonianze dovranno essere confermate dalle perizie già disposte dal procuratore di Avellino, Rosario Cantelmo.

Sembrerebbe dunque rafforzata la prima ipotesi avanzata già ieri da alcune fonti e cioè un guasto del bus prima dell'impatto con il guardrail. Ma cosa è accaduto? Lungo l'autostrada sono stati trovati alcuni pezzi di motore: la certezza che appartengano all'autobus ancora non c'è e saranno le perizie tecniche a darla o a smentirla.

Ma due indizi andrebbero in questa direzione: la testimonianza di una persona che era sull'autostrada e che avrebbe visto volare pezzi di motore del bus e le immagini della telecamere fisse dell'autostrada, dalle quali emergerebbe che prima dell'incidente il tratto di strada era "pulito".

I pezzi ritrovati farebbero parte della trasmissione del motore e secondo i tecnici la rottura di questo pezzo fa si che non vi sia più collegamento tra motore e ruote e, di conseguenza che non vi sia da parte del motore alcuna azione frenante sulle ruote.

Ma non solo: un albero di trasmissione rotto, spiegano i tecnici, agisce come una sorta di "elica impazzita", che potrebbe aver tranciato il tubo che porta l'aria che fa funzionare i freni. Se fosse andata effettivamente così l'autista si sarebbe dunque trovato allo stesso momento senza freni e senza freno motore.

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SDA-ATS