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"La peggiore vittima di questa vicenda è quel signore che io difendo, Francesco Schettino, a cui si vuole infliggere un pena che sembra un ergastolo, perché questo è stato praticamente chiesto per quest'uomo". Lo ha detto il difensore di Schettino, avvocato Domenico Pepe, concludendo le repliche della difesa. "È possibile che non ci si renda conto che costui in questi tre anni ha subito di tutto, ha sofferto come nessun altro mortale". "È stato mortificato, dileggiato, offeso, ingiuriato in udienza, perseguitato dalla stampa e dalle forze dell'ordine".

"Il comandante Schettino - ha proseguito il suo avvocato, Domenico Pepe - non si può muovere, non può andare al ristorante. Qui a Grosseto ci siamo dovuti nascondere sperando di non essere visti. In questi tre anni è come se avesse subito 30 anni di carcere". "Se è responsabile lo si condanni, ma non dileggiamolo", ha aggiunto il difensore.

"Credo - ha anche detto Pepe - che quelli del pubblico ministero siano stati voli pindarici. È stata messa insieme una quantità enorme di dati difficilmente interpretabili da un comune mortale. È stato un enorme minestrone di cui difficilmente si è colta la sintesi se non dopo mesi grazie al nostro miglior tecnico, che è stato Schettino stesso".

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SDA-ATS