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Italia: domani si vota in Emilia-Romagna

Stefano Bonaccini del Pd dovrà difendere la presidenza della regione Emilia-Romagna dall'assalto della Lega di Salvini. KEYSTONE/AP/MP sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 25 gennaio 2020 - 20:01
(Keystone-ATS)

Dopo tre mesi di campagna elettorale, in Emilia-Romagna è arrivata l'ora della verità. Domani si vota per decidere chi fra Stefano Bonaccini del Partito democratico e la leghista Lucia Borgonzoni sarà il prossimo presidente della Regione.

Una sfida tutt'altro che scontata, che tiene con il fiato sospeso il governo italiano perché, nonostante tutti gli azionisti della maggioranza si siano sgolati nel dire che il voto emiliano-romagnolo non influirà sugli assetti dell'esecutivo, da lunedì gli effetti, qualunque essi siano, non potranno non farsi sentire.

Stefano Bonaccini ha il compito di difendere la regione che per tutta la sinistra italiana è molto più di un simbolo. Una sconfitta in Emilia-Romagna metterebbe il Pd in una crisi tale da creare problemi d'equilibrio anche alla maggioranza che sostiene il governo Conte.

Matteo Salvini si è spesso moltissimo in prima persona in campagna elettorale e ha ribadito il suo obiettivo, con un tweet, anche durante il silenzio elettorale: "prima li mandiamo a casa domenica e poi andiamo a dare l'avviso di sfratto anche al governo di tasse, sbarchi e manette".

La vittoria in Emilia-Romagna per la sua fedelissima Lucia Borgonzoni sarebbe storica. Tuttavia, una sconfitta non sarebbe indolore, perché rappresenterebbe l'interruzione di una striscia positiva di nove Regioni vinte e una battuta d'arresto nella sua avanzata.

Simone Benini, candidato del Movimento 5 Stelle, non ha chance di inserirsi nella sfida fra i due candidati principali: le regionali saranno però un test per capire cosa è rimasto di quell'enorme capitale di consenso conquistato alle elezioni politiche di appena due anni fa.

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