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La Procura Generale di Torino valuterà se chiedere o meno l'arresto del magnate svizzero Stephan Schmidheiny, condannato a 18 anni in appello per il caso Eternit Italia. L'iniziativa è frutto di un'istanza presentata da alcune parti civili.

L'istanza è stata presentata oggi da ventidue avvocati in rappresentanza di parti civili residenti a Casale Monferrato (Alessandria), la città piemontese dove la Eternit aveva lo stabilimento più importante in Italia e che conta il maggior numero di persone morte o ammalate per cause legate all'esposizione all'amianto. I legali propongono, per Schmidheiny, misure cautelari e sequestri patrimoniali.

Se la procura generale deciderà di dare corso all'iniziativa dovrà inoltrare la richiesta alla Corte d'Appello di Torino.

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SDA-ATS