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Si è conclusa la notte scorsa in un appartamento di Romano di Lombardia (Bergamo) la fuga del siriano evaso in febbraio da un carcere zurighese con la complicità di una secondina svizzera, soggiogata dal suo fascino. Non erano armati ma hanno opposto resistenza.

La coppia - lei 32enne, lui 27enne - è stata bloccata durante un blitz scattato tra le 03.30 e le 04.00, con l'intervento anche di elicotteri. Sul posto al momento dell'operazione tra i 40 uomini delle forze dell'ordine erano presenti anche agenti zurighesi, ha detto Daniel Schndyer, portavoce della polizia cantonale.

Secondo quanto reso noto dai carabinieri, ci sono voluti quattro agenti per bloccare la donna, che è una esperta di karaté e che non ha mostrato di voler collaborare. I due - secondo il comandante del Ros (Raggruppamento operativo speciale) di Milano, Paolo Storoni - stavano per partire per il Medio Oriente, dopo aver passato alcune settimane nella località lombarda, dove vive una nutrita comunità di stranieri - arabi e slavi - che la donna svizzera conosceva. "Alcune telefonate fatte dalla donna in Austria e Germania fanno pensare che i due volessero tornare nella terra d'origine dell'uomo", ha aggiunto Storoni. Il ministero pubblico zurighese presenterà una domanda di estradizione.

"Questo non è un caso di terrorismo, ma piuttosto una vicenda sentimentale", ha precisato il portavoce dei carabinieri citato dai media. Sui due amanti pendeva un ordine di cattura internazionale, dopo l'evasione nella notte tra l'8 e il 9 febbraio dalla prigione di Dietikon (ZH), dove il siriano scontava una pena a quattro anni di carcere per stupro. La guardia carceraria, invaghitasi del detenuto, verso mezzanotte aprì la cella e i due si resero irreperibili, molto rapidamente. Gli inquirenti zurighesi fecero sapere che la coppia poteva essersi diretta in Italia a bordo di una BMW X1 nera.

L'uomo della mia vita

"È l'uomo della mia vita", ha detto la guardia carceraria in un video-messaggio apparso nei giorni scorsi sul portale di 20minuten.ch. Il filmato è stato girato con un telefonino in una località ignota, ma tanto è bastato ai carabinieri per risalire al "nido" della coppia, al settimo piano di un immobile di 36 appartamenti, dove le forze dell'ordine italiane erano già state in precedenza, ma senza esito. Poi la decisione di intervenire la notte scorsa, abbattendo la porta.

Nel video-messaggio, che dice di aver girato il 16 marzo, la secondina si scusa con i suoi famigliari per essere fuggita "in segreto e senza dire nulla". La sua sarebbe una fuga d'amore: "Hassan è l'uomo della mia vita. Non ho mai conosciuto una persona più sincera, romantica e divertente di lui", afferma la donna.

Il 27enne siriano era giunto in Svizzera nel 2010 come richiedente asilo ed è stato condannato a più riprese per reati a sfondo sessuale. Il più grave risale al 23 novembre 2014, quando abusò di una 15enne al di fuori di un locale a Schlieren. Venne arrestato solo 4 mesi dopo e condannato a 4 anni di carcere per violenza carnale, nonostante lui avesse dichiarato che il rapporto fu consenziente.

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SDA-ATS