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La Guardia di finanza di Busto Arsizio (Varese) ha fermato un finanziere svizzero indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio transnazionale.

Secondo le accuse, l'uomo sarebbe a capo di una "holding", con quartier generale a Lugano, che nel corso degli ultimi decenni avrebbe aiutato italiani a trasferire all'estero ed occultare ingenti somme di denaro che sarebbero proventi di appropriazione indebita, evasione fiscale, corruzione o riciclaggio. L'inchiesta è coordinata dal pubblico ministero di Milano Roberto Pellicano.

Il volume accertato dei movimenti finanziari dell'organizzazione ammonta a circa 800 milioni di euro nell'arco di alcuni anni. Secondo gli inquirenti, però, i flussi sarebbero molto più consistenti, pari ad alcuni miliardi di euro, in quanto l'organizzazione avrebbe operato per circa 40 anni.

L'analisi dei documenti sequestrati ha consentito di identificare 65 tra persone fisiche e giuridiche titolari di rapporti bancari a vario titolo che hanno operato complessivamente con 115 conti in 12 istituti di credito.

Sono state mappate, quindi, 421 persone fisiche e giuridiche italiane ed estere che avrebbero avuto rapporti con l'organizzazione. Nell'ambito dell'inchiesta le Fiamme gialle hanno perquisito alcuni studi di commercialisti a Roma e Milano, che risulterebbero collegati alla "multinazionale del riciclaggio".

L'organizzazione, secondo le accuse, avrebbe aiutato società italiane e professionisti a occultare denaro all'estero, anche attraverso società costituite nei "paradisi fiscali".

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SDA-ATS