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Dopo oltre 24 ore di trattativa la partita delle unioni civili in Italia arriva al giro di boa con un accordo in maggioranza messo nero su bianco nel maxiemendamento sul quale, domani, il Senato voterà la fiducia.

"Un fatto storico per l'Italia", esulta il premier Matteo Renzi mentre al Senato dal Pd e da Area popolare (Ap) arrivano in serie i placet a un testo dal quale spariscono la stepchild adoption e l'obbligo di fedeltà ma che conserva l'impianto del 'Cirinnà' e mantiene 'viva' la libertà dei giudici nel decidere sui ricorsi delle coppie omosessuali in merito al riconoscimento dell'adozione del figlio del partner.

Trattativa lunga, difficile, ricca anche di colpi di scena quella che si sviluppa durante l'intera giornata al Senato. Palazzo Madama, nel pomeriggio, sembra quasi la sede dell'Onu a Ginevra, teatro delle intese internazionali più delicate. Le riunioni si susseguono prima nel Pd, poi tra Pd e Autonomie e, infine, tra i Democratici e i centristi.

Protagonisti, il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi e il ministro della Giustizia Andrea Orlando, tessitori - assieme al titolare degli Affari Regionali con delega alla Famiglia, il centrista Enrico Costa - della delicata rete per giungere a un testo che non crei, anche all'interno di ciascun gruppo, dissensi decisivi per il voto di fiducia.

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SDA-ATS