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Italia, forconi e altri, protesta non si ferma

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 dicembre 2013 - 21:42
(Keystone-ATS)

In Italia i cosiddetti "forconi" e le tante anime della mobilitazione continuano a fare rumore e ad entrare nel dibattito politico ed economico. I "duri" saranno domani a piazza del Popolo, i "dialoganti" domenica dal Papa. In mezzo vi sono una serie di soggetti - da Casapound (neofascisti) agli antagonisti, dagli immigrati ai senza casa - pronti a tenere alta la tensione nelle città in questi giorni che portano verso il Natale.

Per il presidente del Senato Pietro Grasso le proteste "sono il segnale di un malessere economico, sociale, di vita che ben conosciamo e che non può essere ignorato".

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, prima prende in mano il forcone, parlando di movimento "ampiamente giustificato, perché negli ultimi tempi non ci siamo molto concentrati a fare le cose necessarie per ritrovare la crescita". Poi precisa condannando le violenze.

Il variegato fronte della contestazione partita lo scorso 9 dicembre si è via via sgranato ed articolato, differenziandosi in diverse posizioni.

La protesta però si presta ad essere "infiltrata" da gruppi estremisti e quindi l'attenzione dei servizi e delle forze di polizia è massima.

E proprio domattina alle 9 al ministero dell'interno si svolgerà il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal ministro Angelino Alfano.

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