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Italia: in questura per un furto, uno spara e uccide due agenti

Sgomento per la polizia italiana (foto d'archivio) KEYSTONE/AP ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 ottobre 2019 - 20:44
(Keystone-ATS)

Un agente scelto di 34 anni e un agente semplice 30enne sono morti uccisi in una sparatoria avvenuta nel pomeriggio davanti alla Questura di Trieste. A sparare è stata una delle due persone portate in Questura dai poliziotti in seguito al furto di uno scooter.

A compiere il furto stamani è stato un 29enne di nazionalità dominicana. Subito dopo il colpo si pente e chiama il fratello, di 32 anni, il quale avverte la polizia. Giungono sul posto una Volante con due agenti a bordo e un'auto della Squadra Mobile. I due fratelli salgono sulla prima vettura; l'altra li segue a distanza, un po' più indietro a causa del traffico. Un'operazione di routine, senza particolari difficoltà.

I quattro a bordo della Volante entrano in Questura. E quel che segue sono fotogrammi di un film impazzito, una manciata di minuti che seminano il terrore e spezzano due vite. Il 29enne, affetto da difficoltà psichiche, chiede di andare in bagno. Gli agenti lo accompagnano ma all'improvviso lui ingaggia una colluttazione: riesce a sfilare la pistola dalla fondina di un poliziotto e spara, probabilmente fino a scaricare completamente il caricatore. "Spari a bruciapelo", dirà la Questura nella ricostruzione.

Un'azione fulminea che non ha lasciato ai poliziotti la possibilità di difendersi. A terra restano due agenti, morti in un corridoio della Questura dove lavoravano. Mentre il fratello fugge nei sotterranei della Questura, lo sparatore tenta la fuga disperata: esce dalla Questura, ferisce un piantone, tenta di entrare in un'auto della stessa polizia. Ma fuori ci sono gli agenti della Mobile, che intanto era sopraggiunta, che sparano, lo feriscono e lo immobilizzano.

In queste ore il pubblico ministero di turno sta compiendo un sopralluogo e sta interrogando il fratello che terrorizzato si era nascosto. Le squadre speciali, intanto, hanno compiuto una bonifica dei locali della Questura, a scanso di equivoci.

"Vieni a prendermi ... non voglio l'ambulanza ... sto morendo...". Sono le frasi che urla il 29enne, rivolte al fratello, all'esterno della Questura di Trieste. L'aggressore, che ha già ucciso i due agenti, è a terra mentre attende l'ambulanza dopo essere stato ferito durante il tentativo di fuga. La scena è stata mandata in onda dall'emittente locale Tele4 nel corso di una edizione straordinaria trasmessa stasera.

La tranquilla Trieste è sconvolta. La città prima e la regione dopo si ferma: il sindaco Roberto Di Piazza dichiara il lutto cittadino, il Governatore Massimiliano Fedriga abbandona di corsa un convegno al quale stava partecipando a Udine per rientrare in città. La festa della Lega a Porcia (Pordenone), dove stasera era prevista la partecipazione di alcuni dei governatori protagonisti della riforma della legge elettorale, viene immediatamente cancellata.

Pochi minuti dopo si apprende la notizia che a Trieste arriverà la ministra dell'Interno italiana, Luciana Lamorgese, e il capo della Polizia, Franco Gabrielli. Interviene il procuratore capo di Trieste, Carlo Mastelloni, che esprime il proprio dolore e la vicinanza alle famiglie, così come aveva fatto in precedenza Fedriga. Poi fa sentire la sua voce il presidente italiano Sergio Mattarella, che parla di "barbara uccisione", esprime "solidale vicinanza, rinnovando i sentimenti di considerazione e riconoscenza per il quotidiano impegno degli operatori della Polizia al servizio dei cittadini. "Questa tragedia ferisce lo Stato", dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte esprimendo il suo cordoglio.

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