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"Il clan di Massimo Carminati è da anni in affari con il clan 'ndranghetista dei Mancuso di Limbadi". È quanto scrivono i giudici italiani del Riesame nelle motivazioni con cui hanno respinto le istanze di scarcerazione di Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero, ritenuti dalla Procura l'anello di congiunzione tra la 'ndrangheta calabrese e Mafia Capitale.

Secondo i magistrati, il presunto capoclan Carminati aveva costituito con Salvatore Buzzi la cooperativa Santo Stefano, organizzazione non lucrativa di utilità sociale (onlus) destinata a gestire l'appalto per la pulizia del mercato coperto romano Esquilino.

"La nascita della cooperativa - si legge - avrebbe costituito la conferma del rapporto tra l'associazione mafiosa romana e il clan Mancuso che aveva già portato a proficui affari in Calabria".

Rotolo e Ruggiero "sarebbero stati di fatto accreditati su richiesta di Buzzi presso la famiglia Mancuso che come proprio referente per le attività a Roma aveva indicato l'imprenditore Giovanni Campenni".

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SDA-ATS