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Il maxi sequestro di coca risale al 2015 (foto d'archivio).

KEYSTONE/AP/MARTIN MEJIA

(sda-ats)

Quasi 600 chili di cocaina purissima, importata dall'Ecuador, e nascosta all'interno di generatori di motori: è il maxi sequestro di droga effettuato nel corso delle indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Roma.

Questi hanno portato oggi all'esecuzione tra Italia, Spagna e Sud America di un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 54 indagati, di cui 46 arrestati e 8 sottoposti a obbligo di firma.

Il sequestro risale a maggio 2015. Per gli inquirenti la cocaina avrebbe fruttato sul mercato circa un miliardo e trecento milioni di euro.

Due i gruppi criminali sgominati con l'indagine. Uno radicato nel quartiere romano di Montespaccato e l'altro, considerato "trasversale", si occupava di importare i grossi quantitativi di droga dal Sud America. A quanto emerso dalle indagini, all'interno di quest'ultima organizzazione c'erano personaggi di origine calabrese, da tempo radicati a Roma, legati e in contatto con la cosca "Bellocco" di Rosarno.

Durante una perquisizione a uno degli arrestati lo scorso anno furono trovati anche armi da guerra, fucili, pistole, sei involucri con dinamite e cinque detonatori.

"Ancora oggi si dimostra come la droga sia motore delle mafie", ha detto il comandante provinciale dei carabinieri, il generale Antonio De Vita. "Non bisogna mai abbassare la guardia".

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SDA-ATS