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Italia: maxisequestro esplosivo, forse destinato a Hezbollah o Hamas

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 settembre 2010 - 18:49
(Keystone-ATS)

ROMA - Gli hezbollah libanesi o i palestinesi di Hamas: sarebbe una di queste due organizzazioni il destinatario finale delle oltre sei tonnellate di esplosivo T4 scoperto dagli uomini della polizia e della Guardia di finanza in un container nel porto di Gioia Tauro grazie ad un'informazione arrivata dall'intelligence.
Fonti qualificate italiane che stanno lavorando all'indagine - assieme ai servizi di altri paesi occidentali e mediorientali con l'obiettivo di ricostruire il percorso del micidiale carico - fanno notare che dalle informazioni raccolte al momento, il container sarebbe dovuto arrivare nei porti siriani di Latakia o Tartus (quest'ultimo molto più vicino alla frontiera con il Libano) e da lì partire per la destinazione finale: il Libano, appunto, o la Striscia di Gaza. Gli investigatori non hanno ancora trovato la "prova" di questa ipotesi investigativa ma, anche grazie alle informazioni arrivate dai servizi stranieri, sarebbe questa la pista privilegiata.
Ma l'indagine si concentra anche su un altro punto ritenuto fondamentale: capire se quello di Gioia Tauro era l'unico container in giro per il Mediterraneo carico di T4 o se ve siano altri pronti a partire per la destinazione finale o, peggio ancora, già in viaggio. Come avviene per i grossi quantitativi di droga - fanno notare le fonti - anche nel caso di spedizioni di armi non è solo uno il carico che viene inviato. La possibilità che i container vengano intercettati esiste e dunque i trafficanti preferiscono "differenziare" le spedizioni: se le forze di polizia intercettano un carico è molto alta la probabilità che il secondo o il terzo arrivino a destinazione senza problemi.

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