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Rush finale in Italia per il decreto di revisione della spesa pubblica che domani, con il via libera definitivo da parte della Camera, diventerà legge. Ancora una volta il governo ricorrerà al voto di fiducia, la numero 33, tra le proteste di Lega e Italia dei Valori che lamentano l'ennesima "compressione della democrazia", visto che la fiducia 'taglia' il dibattito e l'esame degli emendamenti.

Scelta che, secondo le opposizioni, denuncia "problemi politici" all'interno della maggioranza, visto che tra Carroccio e dipietristi sono state presentate solo tre richieste di modifica, mentre è stata la maggioranza a presentarne quasi 150.

Il provvedimento, che passerà senza essere stato modificato rispetto al testo licenziato dal Senato, centra l'obiettivo di congelare l'aumento dell'Iva. E proprio la fretta di recuperare le risorse necessarie a scongiurarlo, ha ammesso il sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo, non ha permesso di andare troppo per il sottile e ha portato a "tagli generici". Tagli che continuano a sollevare preoccupazioni e malumori, dalle Regioni agli amministratori locali, secondo i quali non di revisione della spesa si tratta, ma di un'altra manovra.

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SDA-ATS