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Quattro studenti svizzeri, tutti minorenni, sono indagati in merito alla vicenda del sedicenne vodese trovato morto con una coltellata al petto, martedì sera, all'interno di un albergo di Roma, dove era in gita con i compagni. Lo indica stasera la Questura in una nota. I ragazzi, che erano in stanza con il giovane, sarebbero indagati per permettere una serie di accertamenti.

Gli studenti sono stati indagati, ha detto un inquirente, a loro garanzia e affinché fosse possibile effettuare una serie di accertamenti tecnici.

Intanto la squadra mobile di Roma, coordinata dalla procura della repubblica dei minorenni, ha individuato il negozio dove il ragazzo ed altri due suoi compagni di scuola, giunti a Roma, hanno acquistato i coltelli "a farfalla", uno dei quali ha provocato la morte dello studente. Il coltello insanguinato era stato gettato in giardino. L'arma è stata poi trovata, la sera stessa, dagli investigatori della polizia.

Intanto il pullman con a bordo la scolaresca della scuola media L'Elysée di Losanna è in procinto di lasciare Roma per tornare in Svizzera.

La procuratrice incaricata del caso ha autorizzato il ritorno degli studenti della scuola media Elysée, ha indicato dal canto suo l'Ufficio d'informazione e comunicazione del canton Vaud in un comunicato. Le modalità di ritorno in Svizzera sono state studiate in modo da evitare ulteriori stress ai ragazzi e ai loro accompagnatori, già provati dai fatti degli ultimi tre giorni.

Alcuni famigliari avevano già raggiunto i giovani a Roma e torneranno in Svizzera assieme a loro e agli insegnanti presenti nella capitale italiana. Tre di essi hanno accompagnato la classe, mentre altri due si sono recati a Roma in seguito per fornire loro sostegno.

Stasera un centinaio di allievi dell'istituto Elysée si sono riuniti davanti alla scuola losannese per ricordare il compagno morto a Roma: fiori e lumi sono stati deposti davanti ad alcuni altari improvvisati.

SDA-ATS