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L'artista Beppe Devalle, protagonista innovativo della scena italiana con i fotocollages, è morto ieri a Milano all'età di 72 anni. L'annuncio della scomparsa è stato dato dall'Accademia di Belle Arti di Brera dove è stato professore di pittura.

Nato a Torino l'8 aprile 1940, Beppe Devalle si iscrive all'Accademia Albertina di Torino conseguendo nel 1962 il diploma in scenografia che lo avvicina precocemente alla poetica e al teatro dell'assurdo di Beckett e Ionesco. Dopo l'esordio con dipinti a tempera, realizza con pastelli e matite colorate i cicli dedicati al "Giovane Holden" di J. D. Salinger e ad "Alice nel paese delle meraviglie" e "Attraverso lo specchio" di Lewis Carroll.

Nel 1963 l'incontro con la Pop Art americana e l'amicizia con Michelangelo Pistoletto lo portano ad un mutamento d'indirizzo: Devalle esegue un primo gruppo di "Fotocollages" (1964-1966) che risentono della manipolazione sulla fotografia e sull'immagine consumistica operata da Andy Warhol e da Roy Lichtenstein. Contemporaneamente Devalle realizza con colori acrilici opere di grande formato, come "Arco Kodiak Special", che espone in occasione di mostre personali e collettive.

Nel 1966 Devalle partecipa su invito alla Biennale di Venezia, dove poi torna nel 1982. Dopo l'esecuzione di alcuni lavori d'ambiente e di acrilici tridimensionali, Devalle riprende nel 1970 la tecnica del collage, utilizzando materiali fotografici tratti dalle riviste di moda e sviluppando la serie dei ritratti di attrici (Greta Garbo, Dominique Sanda) e delle modelle.

Trasferitosi nel 1976 a Milano, dove all'Accademia di Brera ricopre la cattedra di teoria della percezione e in seguito di pittura, avvia la serie dei "Teatrini" e torna, negli anni Novanta, al collage fotografico.

Tra le mostre a cui ha partecipato sono da ricordare l'antologica della Regione Piemonte nel 1979 a Torino e della Hayward Gallery a Londra nel 1982, la Quadriennale di Roma del 1986, la Galleria Documenta di Torino nel 1988 e al Museo Diocesano di Milano nel 2008. I suoi lavori sono nelle collezioni dei Musei di Arte Contemporanea di Livorno, Cagliari, Parma e Torino.

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SDA-ATS