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Italia: No Tav, guerriglia in Valle di Susa

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 luglio 2011 - 21:59
(Keystone-ATS)

Guerriglia in Valle di Susa. Nella giornata di protesta nazionale contro la Tav scontri violenti si sono susseguiti per ore attorno al cantiere di Chiomonte, dove nelle prossime settimane si comincerà a scavare il tunnel esplorativo della nuova ferrovia Torino-Lione.

I black bloc sono entrati in azione, come si temeva alla vigilia, per tentare di entrare nel cantiere della Maddalena di Chiomonte: il bilancio dei feriti tra le forze dell'ordine è molto alto: quasi 200. Ferito anche un dipendente del cantiere e molti No Tav - qualche decina - il numero è ancora imprecisato. Quattro manifestanti sono stati arrestati e un altro denunciato a piede libero.

Ma c'è stata anche una parte pacifica della manifestazione, sottolineavano in serata - a scontri ormai finiti - sindaci e molti No Tav della Valle di Susa. Le dichiarazioni di Alberto Perino, storico leader del movimento No Tav, non smorzano però la tensione: "Le violenze le ha commesse chi ha sparato i lacrimogeni ad altezza d'uomo".

Contro le forze dell'ordine schierate a difesa dell'area recintata nei giorni scorsi, dopo lo sgombero avvenuto lunedì, sono state lanciate grosse pietre, bastoni, petardi e altri pericolosi oggetti, come i martelletti usati sui mezzi pubblici per rompere i vetri in caso di pericolo. Alla fine si contano 188 feriti tra carabinieri (37), poliziotti (130 del reparto mobile, un dirigente, cinque funzionari) e finanzieri (15), alcuni in modo abbastanza grave. Tra i No Tav il conteggio dei feriti è invece difficile se non impossibile.

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