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MILANO - A bloccare la macchina della giustizia milanese ci si sono messi anche i gheppi. Ieri infatti il processo a un clan della n'drangheta è stato rinviato non solo per un legittimo impedimento del principale imputato, ma anche perché tre rapaci, mamma con i suoi due piccoli, dal loro nido sul tetto sono riusciti a entrare in una delle due aule bunker di via Ucelli di Nemi e a svolazzare sopra le teste di giudici, avvocati e imputati.
Così non appena aperta l'udienza, dopo una serie di volteggi dei tre rapaci, al presidente della sesta sezione penale del Tribunale non è rimasto che chiamare i carabinieri che presidiano la struttura dove in genere si celebrano i maxi-processi alla criminalità organizzata. Subito è stato chiesto l'intervento dell'ente nazionale italiano per la protezione animali. Gli esperti del servizio salvaguardia rapaci hanno consigliato di sospendere l'udienza.
Mentre un rapace è stato dato in custodia al WWF, gli altri due sono ritornati nel nido. Oggi è stato riparato il tetto per evitare altre intrusioni in aula mentre l'udienza è stata celebrata al Palazzo di giustizia.

SDA-ATS