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ANCONA - Dopo l'azione di ieri al Brennero, oggi gli agricoltori italiani affiliati all'associazione di categoria Coldiretti si sono recati al porto di Ancona per controllare i tir in arrivo dall'estero alla ricerca di falsi prodotti made in Italy.
Il porto di Ancona (Marche) è uno degli scali nazionali scelti dall'organizzazione per monitorare l'ingresso di generi alimentari importati per diventare tricolori. I camion con la merce sospetta vengono seguiti da auto civetta della Coldiretti di Marche, Umbria e Abruzzo fino agli stabilimenti di destinazione. E gli agricoltori si affiancano alla Guardia di finanza e all'Ufficio delle dogane nelle ispezioni sulle merci in arrivo.
Ogni anno dal porto di Ancona entrano quasi cinque milioni di quintali di cereali a basso costo, importati per essere lavorati come italiani (la produzione regionale è di otto milioni di quintali). Dallo scalo transitano anche aglio cinese, fragole turche, carciofi peruviani, pronti a finire nelle conserve o nelle pizze.

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SDA-ATS