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Soccorritori al lavoro ad Amatrice

Keystone/AP/ALESSANDRA TARANTINO

(sda-ats)

Una devastazione peggiore di quella dell'Aquila, mai vista una cosa così. È la reazione dei soccorritori al lavoro nei paesi distrutti dal terremoto della scorsa notte che ha provocato, secondo l'ultimo bilancio ufficiale della Protezione civile. Centinaia i feriti

Lo ha indicato il direttore dell'ufficio emergenze del Dipartimento, Titti Postiglione, spiegando che i morti sono 86 nell'area di Accumuli e Amatrice, nel reatino, e 34 nell'area di Arquata, nelle Marche.

Per quanto riguarda i feriti, il primo bilancio ufficiale ed ancora provvisorio della Protezione Civile parla di 270. Sono 196 nell'area di Amatrice e Accumuli, nel reatino, e 74 nell'area di Arquata, nelle Marche.

La scossa più forte, di magnitudo 6, e avvenuta alle 3.36 con epicentro vicino Accumoli (Rieti); una seconda di magnitudo 5,4 è stata registrata alle 4.33 con epicentro tra Norcia (Perugia) e Castelsantangelo sul Nera (Macerata).

Ma la terra ha poi continuato a tremare a più riprese: un'altra violenta scossa, di magnitudo 4,9, è stata avvertita nel primo pomeriggio scatenando nuovamente il panico.

I paesi distrutti offrono scene apocalittiche, i soccorritori a Pescara del Tronto descrivono una situazione 'mai vista', ed anche la presidente della Camera Laura Boldrini, giunta sul posto, commenta: 'Non c'è più nulla, sembra un bombardamento'.

Timori anche per il patrimonio culturale nelle zone più colpite. Piccole crepe si sono aperte nella struttura esterna del Duomo di Urbino, che è stato transennato. Crolli nel monastero di S.Chiara a Camerino e, ad Amatrice, nella basilica di San Francesco e la chiesa di Sant'Agostino.

Il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi giunto sul posto ha detto in conferenza stampa: "Questa visita sarà la prima di una lunga serie in questo territorio per dare certezza ai tempi di ricostruzione". "Credo - ha aggiunto - che sotto questo profilo lo spirito di solidarietà e condivisione dell'Italia vada preservato: tutti noi dobbiamo fare uno sforzo perché questo sentimento di solidarietà si traduca in gesti concreti".

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SDA-ATS